il blog dedicato ai sistemi di videosorveglianza e antifurto

impianti di videosorveglianza ahd in full hd

La videosorveglianza è un deterrente per i malintenzionati e non solo. Oggi a causa di una serie di fattori di diversa natura, è divenuta un vero e proprio punto di riferimento per enti pubblici e privati di grandi o piccole dimensioni, ma in generale per molti di coloro che hanno un’attività o comunque un bene da preservare e, quindi tenere costantemente sotto controllo.
Dopo anni nei quali gli impianti di videosorveglianza hanno fatto passi da gigante, con un’evoluzione continua dei sistemi e delle tecnologie in grado di rendere il dispositivo sempre più efficiente e funzionale alle esigenze dei clienti.
Oggi con l’arrivo degli impianti di videosorveglianza ahd in full hd, possiamo dire che si sono raggiunti risultati ottimali, un tempo certamente nemmeno immaginabili.
Queste apparecchiature raggiungono una risoluzione in full hd (1920×1080), in grado di rendere le immagini molto nitide e, quindi garba che gli impianti vengano utilizzati non solo per uso prettamente domestico, ma anche per utilizzi professionali con impianti non particolarmente complessi e con costi conseguentemente inferiori rispetto al passato.
Come negli impianti di vecchia generazione, anche questi sfruttano un unico cavo coassiale, mentre rispetto al passato cambiano DVR e telecamere che ovviamente saranno quelle si ultima generazione con risoluzione superiore.
Il full hd ad esempio ha un numero di pixel pari a 44,, maggiore a tutti gli altri e quindi connun numero di puntini che renderà l’immagine sempre più nitida. Ad esempio ingrangendo l’immagine che ci interessa, potremo vedere il particolare che ci interessa in maniera sempre migliore, in base ai pixel di cui potremo disporre.
Questo grazie all’utilizzo di uno Zoom Varifocal, in grado di ingrandire l’immagine anche a distanze elevate, mantenendo una buonissima risoluzione.
Ovviamente ognuno utilizzerà i dispositivi che compongono l’impianto a hd in full hd, in base alle proprie esigenze. Non tutti infatti hanno bisogno di ottenere una risoluzione ottimale, anche se questa è sicuramente la migliore sul mercato e, quella in grado di avere un risultato del dettaglio veramente importante.
La tecnologia full hd garantisce immagini perfette per un impianto di video sorveglianza ahd, con costi leggermente superiori a quelli di un impianto con tecnologia analogica di massima risoluzione (CCD).
A questo punto è sempre meglio consigliare la soluzione and in full hd, sfruttando se già lo avete il cavo coassiale del vecchio impianto. In questo modo con una spesa contenuta avrete un dispositivo professionale, che consigliamo di installare anche con la modalità fai da te, ma sempre sotto la supervisione supervisione un esperto o di qualche persona di fiducia, che faccia si che la potenzialità dell’impianto sia sfruttata in maniera ottimale e, produca risultati davvero sorprendenti.

telecamere per esterno meglio con gusci o compatte

L’idea di doversi cimentare in attività quali praticare fori o trapanare pareti, in maniera tale da poter installare efficacemente una telecamera di sicurezza per esterno (la quale può essere sia compatta che a guscio) potrebbe intimorire molte persone. Tuttavia, in commercio si possono trovare diversi kit o pacchetti completi di svariati sistemi di sicurezza che rendono molto più rapida e semplice l’installazione fai da te, non avendo così bisogno dell’aiuto di un esperto del settore.

Come scegliere le telecamere

Innanzitutto occorre scegliere accuratamente il kit che si avvicina maggiormente alle proprie esigenze: esiste la possibilità di acquistare i pezzi singolarmente, ma solitamente risulta molto meno dispendioso l’acquisto di un sistema di telecamere esterne con tutti i pezzi inclusi (all’interno del quale si potranno trovare da una a tre telecamere, i cavi di alimentazione e i collegamenti adeguati e un DVR, ovvero il registratore video digitale.
Dopo aver scelto il kit adatto, si dovrà pensare molto attentamente al modello che si vuole acquistare ed installare per la sicurezza della propria casa. Esistono sia telecamere da esterno wireless (ovvero telecamere senza fili) e quelle dotate di cavi appositi. Per quanto riguarda le telecamere wireless, queste permettono di essere installate in maniera semplice e veloce, senza praticare fori o far scorrere per tutta la casa diversi cavi. Tuttavia, più queste sono installate lontane dal ricevitore e più la loro qualità va a peggiorare. Per questo, nel caso in cui la zona da ricoprire sia molto vasta, è meglio prediligere le telecamere dotate di cavi.
Importante è anche stare attenti a non scegliere, per l’installazione esterna, delle telecamere pensate invece per interni: queste, infatti, non essendo progettare per essere montate all’aperto sono estremamente sensibili a cambiamenti climatici quali la pioggia e l’umidità, e si rovineranno nel giro di pochissimo tempo.

Come installare telecamere da esterno

Come prima cosa occorre scegliere per le proprie telecamere un’angolazione sia ampia che alta, in modo che la prospettiva sia efficace e che possa inquadrare tutti gli ingressi e le uscite. Una volta scelta la posizione, si potrà montare in diversi modi: esistono telecamere che sono dotate di adesivi che permettono di essere attaccati ad una parete senza rovinarla, tuttavia il metodo più sicuro per far si che durino molto più tempo è quello di fissarle con viti apposite.
Dopo averla fissata adeguatamente, la telecamera dovrà essere collegata ad un’alimentazione tramite un alimentatore (solitamente le telecamere possiedono degli alimentatori che possono essere collegati tranquillamente alle prese da muro). Occorrerà poi collegare le telecamere tramite il cavo al proprio DVR tramite i classici cavi BNC, utilizzati per tutte le attrezzature di sorveglianza e che hanno la particolarità di avere entrambi i capi identici, oppure degli adattatori.
Nel caso in cui le telecamere scelte siano senza fili, queste dovranno essere connesse al proprio computer tramite un software su CD da dover installare, seguendo poi le istruzioni riportate per un corretto collegamento.
Seguendo tutti i passaggi in maniera corretta, si potrà ottenere un efficace sistema esterno di sicurezza totalmente fai da te e sicuramente meno economico di una normale installazione di telecamere da parte di professionisti della sicurezza.

videosorveglianza luoghi di lavoro

La videosorveglianza nei luoghi di lavoro è una questione abbastanza scottante, in quanto tocca diverse problematiche. Da un lato il proprietario o l’amministratore di un’azienda possono avere la legittima preoccupazione che il materiale conservato all’interno di uffici e ambiti lavorativi possa essere rubato o manomesso. Dall’altro lato c’è però la legislazione italiana, che vieta la possibilità di videosorvegliare i propri dipendente durante lo svolgimento delle loro mansioni quotidiane. C’è però da tenere presente che, previa autorizzazione, un’azienda può posizionare un impianto di videosorveglianza sul luoghi di lavoro, a patto di avvisare tutti i dipendenti, ed eventuali visitatori o clienti, e di non conservare il materiale audiovisivo per periodi superiori alle 48 ore.
L’impianto dovrà poi essere predisposto in modo particolare, con le telecamere e i sensori posti in luoghi a rischio, ad esempio nei pressi di un magazzino con materiale altamente pericoloso o molto costoso.
La predisposizione di un impianto di sorveglianza è oggi facilitata dalla presenza in commercio di interi impianti in kit, perfetti per essere installati in autonomia, senza la necessità dell’intervento di un professionista. Del resto telecamere e sensori di ultima generazione sono del tutto wireless, ossia senza cavi. Questo permette di evitare di doverli connettere alla rete elettrica aziendale. Il funzionamento è garantito dalla presenza di batterie a lunga durata, che andranno poi regolarmente verificate e sostituite.
Il cuore dell’impianto di videosorveglianza sui luoghi di lavoro è la centralina di allarme, che è in genere di dimensioni minime, in modo da poterla celare in luoghi non accessibili dell’azienda, come ad esempio dietro uno schedario. Anche le nuove centraline possono essere alimentate a batterie, anche se è comunque opportuno collegarle alla rete elettrica aziendale, per evitare che il loro funzionamento si fermi nei momenti di maggiore necessità, ad esempio durante la notte o nel fine settimana.
La centralina è munita anche di scheda SIM per poter accedere alla rete telefonica: in caso di intrusione effettua delle chiamate verso numeri preimpostati, inviando un messaggio precedentemente registrato.
Le telecamere devono essere posizionate nelle zone a rischio dell’azienda, ad esempio dove si trovano i macchinari più costosi. Non devono necessariamente essere connesse alla rete o alla centralina, perché il tutto avviene senza cavo. Sono disponibili in commercio anche telecamere particolarmente evolute, che inviano le immagini catturate direttamente tramite la rete internet, permettendone così la visione anche da remoto. Esistono telecamere munite di sensori in grado di rilevare la presenza di personale non autorizzato in aree protette, che attivano l’alalrme non appena qualcuno entra nel loro campo visivo.

telecamera sportiva review

Le telecamere sportive review sono conosciute per essere state viste addosso ai campioni di sport estremi. Quando si pratica surf, snowboard, volo e altri sport particolari, è bello avere una videocamera montata sul casco per riprendere tutto il panorama.
Naturalmente i video possono poi essere rivisti subito sul piccolo schermo della telecamera review, senza dover aspettare di passarli sul PC.
Questo tipo di videocamere è usato anche nei sistemi di allarme e di videosorveglianza domestica.
Come fanno a conciliarsi le due esigenze?

Le telecamere sportive review, innanzitutto, hanno una mobilità maggiore rispetto a qualsiasi altra videocamera di sorveglianza. Sono in grado di girare di almeno 180°, se non 360°, su sé stesse. Questo permette di avere una visuale più ampia nelle zone da tenere sotto controllo.
Se si ha un grande giardino, per esempio, è conveniente installare una videocamera di questo tipo, poiché può roteare in più direzioni e cogliere ogni angolo del giardino da sorvegliare.

Inoltre, questo tipo di telecamera è più piccola di quelle tradizionali per la videosorveglianza. La telecamera sportiva review è abituata ad essere montata all’attrezzatura degli sportivi, oppure ad essere addirittura addosso a loro, sul loro casco. È quindi quasi impossibile che un malvivente si accorga che ci sono queste telecamere, il che rende possibile la cattura. Se i ladri sanno che ci sono telecamere, infatti, non si intrufolano o cercano altri accessi rispetto a quelli sorvegliati.

Non bisogna dimenticare che una telecamera sportiva è abituata a fare riprese in velocità. La risoluzione delle immagini è quindi studiata per apparire nitida nonostante i bruschi movimenti. Questo aiuta a individuare più velocemente eventuali spostamenti rapidi, nonché a catturare con maggiore nitidezza eventuali tratti facciali o particolari di riconoscimento di un malvivente.

Acquistare una telecamera sportiva review come alternativa alla videosorveglianza può anche essere una facilitazione dal punto di vista dell’installazione. Se gli sportivi, che non sono certo degli elettrotecnici, sono in grado di installare una telecamera del genere sulla propria attrezzatura, di certo è in grado di farlo anche un cittadino comune.
La facilità e la rapidità di montaggio sono a favore di questa scelta.
Tra l’altro, essendo ognuna indipendente dall’altra, e molto facili da montare, si possono installare diverse telecamere in tutta casa.
Basterà tappezzare l’intero perimetro con questo tipo di videocamere per avere un sistema di videosorveglianza sofisticato ma discreto.
Il fatto che le videocamere sportive non facciano parte di un sistema integrato, inoltre, previene eventuali guasti generali. Se una telecamera è guasta, le altre continuano a funzionare senza compromettere la sicurezza della casa.

come visualizzare un videoregistratore dvr su due monitor

Quando si installa un impianto di videosorveglianza è importante avere un buon videoregistratore DVR. Questa componente è infatti il cuore pulsante dell’impianto di videosorveglianza, perché è il luogo dove vengono fisicamente contenuti i video girati dalle telecamere.
Sul videoregistratore DVR si incidono le riprese delle telecamere che possono poi servire a incastrare eventuali malviventi.
Quando si installa un impianto di videosorveglianza, dunque, si collega il videoregistratore ad un monitor per controllare in diretta o rivedere i video.
Cosa accade, però, quando si decide di visualizzare un videoregistratore DVR su due monitor?

In molti luoghi dove bisogna sorvegliare i dintorni un solo monitor non basta. Pensiamo, per esempio, alle banche o agli alberghi. C’è almeno un paio di persone di vigilanza, che quindi hanno bisogno di due monitor per controllare cosa succede nello stesso momento in parti diverse della struttura.
Per questo bisogna attrezzarsi a collegare due monitor.
La prima questione da prendere in considerazione è il videoregistratore stesso. All’atto dell’acquisto del sistema di videosorveglianza sarebbe opportuno sapere già quanti monitor si vogliono collegare. I videoregistratori, infatti, sono dotati di una o più uscite video in base a quanti monitor possono supportare.

Dopo aver acquistato il videoregistratore con il giusto numero di uscite video, bisogna occuparsi del frame rate. Questa parola sembra indicare un concetto difficile, ma in realtà si riferisce a qualcosa di molto familiare. Pensiamo ai film americani, nei quali si vede la guardia giurata che sorveglia il caveau della banca con il monitor diviso in 4, 6 o più piccoli riquadri. Ogni riquadro proietta un video preso da una telecamera in un punto diverso.
Il frame rate è precisamente il parametro che indica quanti video contemporaneamente possono essere proiettati in tempo reale sullo stesso monitor.

Cosa accade, però, se io voglio capire come visualizzare un videoregistratore DVR su due monitor avendo già un apparecchio con una sola uscita video? Semplice, bisogna comprare un adattatore. L’adattatore a T deve avere una porta BNC maschio e due porte BNC femmina. La porta maschio si inserisce nell’uscita video del videoregistratore, mentre le due porte femmina permettono di collegare entrambi i monitor.
Nonostante la sua natura esterna al videoregistratore, l’adattatore non è un componente che crea problemi di invio o di ricezione del messaggio. Funziona come un qualsiasi adattatore della televisione, del computer o del videoregistratore. Una volta installato si può procedere ad impostare il frame rate senza problemi.

quali obiettivi persegue l’amministrazione che fa uso di sistemi di videosorveglianza

Quali sono gli obiettivi che persegue l’amministrazione quando fa uso di sistemi di videosorveglianza?

Oltre a migliorare la sicurezza dei cittadini e a contrastare la criminalità, spesso l’amministrazione fa uso di un sistema di videosorveglianza anche per avere un presidio elettronico che, in mancanza di pattuglie o di controlli durante le ore notturne e non solo, svolga un monitoraggio continuo del territorio.
Di recente questo sistema ha permesso anche di risalire all’identità degli autori delle violenze perpetuate nei confronti di una prostituta sudamericana e di una coppia di polacchi a Rimini.

Quali sono le altre funzioni che svolge la videosorveglianza fatta installare dall’amministrazione?

La prima, che è anche una di quelle più importanti, è quella di migliorare la gestione del personale, portando non solo ad una maggior efficienza e ad uno spreco minore di risorse, ma anche ad una riduzione dei costi.
La seconda invece è quella della deterrenza: una videocamera, piazzata in un punto strategico, in alcuni casi è sufficiente per scoraggiare eventuali malintenzionati dal commettere atti illegali. Da ultimo, ma non meno importante, non dobbiamo dimenticare che la telecamera ha anche un’importante funzione di detection:
in questo caso non svolge solo il ruolo di custode, ma è anche in grado di fornire una testimonianza attendibile e che può rivelarsi molto preziosa, soprattutto in caso di persone che spariscono nel nulla o che subiscono atti violenti da parte dei criminali.

In quali luoghi sono più efficaci le videocamere?

In linea di massima le videocamere sono efficaci in tutti i luoghi, ma ce ne sono alcuni in cui la loro efficienza può anche aumentare. Un esempio? I posti circoscritti, chiusi e dove le vie di fuga sono ben delineate, come le banche oppure gli impianti sportivi. Se il reato viene commesso in questi posti, per gli investigatori è più facile risalire all’identità dei criminali grazie alla modalità di detection.

Di cosa deve tenere conto l’amministrazione che intende installare un sistema di videosorveglianza?

Innanzitutto deve progettarlo in modo accurato e realizzarlo secondo le norme vigenti in Italia, inoltre deve analizzare anche le finalità a cui il sistema è destinato.
Deve anche stabilire se predisporre un controllo delle immagini in tempo reale, per il quale sarà necessario l’impiego di un monitor e di personale qualificato, o se invece visionarle in un secondo momento.

Quanto può costare un impianto di videosorveglianza?

Un impianto di videosorveglianza non ha un costo irrisorio, pertanto l’amministrazione dovrà valutare bene anche la sua finalità: l’obiettivo è solo quello di scoraggiare i malintenzionati, quindi di deterrenza, oppure si vuole aggiungere un supporto in più al servizio di sicurezza già presente.

Successivamente, in base alle risposte, dovrà quindi decidere le zone in cui installare l’impianto e, da ultimo ma non meno importante, stimare anche il costo complessivo delle apparecchiature.

videosorveglianza ecco le regole per i comuni

Con l’aumento degli atti vandalici e dei furti, sempre più comuni italiani percepiscono la necessità di installare un sistema di videosorveglianza che possa proteggere i cittadini in modo efficace anche in assenza del personale di sicurezza.

Tuttavia anche in questo caso ci sono delle regole da rispettare: nel 2010 è entrato in vigore un nuovo decreto, che ha sostituito quello ormai vecchio del 2004, in cui l’Autorità Garante ha stilato una lista di norme per la protezione della privacy che devono essere rispettate non solo dai privati, ma anche dagli enti pubblici.

Innanzitutto, i comuni che sono intenzionati ad installare la videosorveglianza, sono obbligati ad affiggere degli appositi cartelli nei luoghi in cui sono presenti le telecamere collegate con la centrale di polizia più vicina o con una sala di controllo specifica.

I cartelli devono essere affissi anche nel caso in cui il sistema di videosorveglianza è attivo soltanto nelle ore notturne, quindi dalle otto di sera fino alle otto del mattino.

Inoltre, prima della messa in funzione del sistema, i comuni dovranno farlo verificare da un Garante attivo in quella zona. In questo modo potranno sapere se la videosorveglianza è conforme alle norme vigenti o se viola in qualche modo i diritti e le libertà fondamentali dei cittadini, come può accadere ad esempio nel caso dei sistemi di videosorveglianza intelligenti o che presentano una tecnologia più avanzata.

Per quanto riguarda invece la conservazione delle immagini registrate, ad eccezione delle attività rischiose o pericolose come violenze ai danni delle persone oppure di furti all’interno di strutture pubbliche sensibili come banche e ospedali per i quali è concessa una conservazione di sette giorni, non deve superare le ventiquattro ore.

Allo scadere di questo termine, i comuni dovranno provvedere sedutastante alla cancellazione delle immagini. Se invece decideranno di conservarle per utilizzi futuri, dovranno adottare tutte le precauzioni necessarie in materia di sicurezza e dovranno fare in modo che i filmati siano conservati in un luogo sicuro e non possano essere visionati dalle persone non autorizzate.

Se i comuni prevedono di installare il sistema di videosorveglianza negli edifici pubblici come scuole, ospedali e simili, in questo caso dovranno fare attenzione ad inquadrare solo le aree comuni, come le vie di passaggio e l’accesso, ma dovranno evitare che le telecamere riprendano anche dettagli che si trovano nelle vicinanze e che non siano rilevanti, come gli edifici, le strade di passaggio e gli esercizi commerciali.

Un’altra regola importante, che spesso viene dimenticata, riguarda la collaborazione tra i comuni e la polizia: se le telecamere sono collegate alle forze di polizia, anche in questo caso lo si dovrà specificare nel cartello di avviso per far sì che le persone ne siano informate.

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