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Month: Ottobre 2010

I software per controllare le telecamere videosorveglianza, qualche consiglio

softwarecontrollotelecamereI software di gestione, controllo e monitoraggio delle telecamere di videosorveglianza rappresentano il cuore del nostro sistema di protezione. Da lì parte tutto, visto che è da lì che abbiamo la visione d’insieme della situazione.

Se dobbiamo tenere sotto controllo il perimetro di un edificio o eventuali zone e stanze indoor abbiamo bisogno di un sistema che gestisca tutte le nostre videocamere di sorveglianza, per questo è importante avere il prodotto giusto con le caratteristiche utili per le nostre esigenze.

Al giorno d’oggi sul mercato si trovano software di controllo-gestione per le telecamere di videosorveglianza molto sofisticati, disponibili per pc, notebook, ma anche Tablet e smartphone, uno di questi, ISPY Connect, è anche gratuito. Tutti permettono la visione d’insieme, con lo schermo diviso in tante parti quante sono le telecamere in quel momento attive. Questo è il primo punto, la necessità di avere un quadro di controllo completo, ogni software ha poi i suoi punti di forza.

Una delle principali caratteristiche che alcuni software di controllo videocamere possiedono è la possibilità di accedere alla diretta streaming da Internet tramite protocollo IP. Non ci sarà bisogno quindi della nostra presenza fisica nel posto da sorvegliare. Tramite password si può quindi visualizzare il video inviato dalle telecamere con il proprio pc, notebook, ipod o ipad da remoto via web.
I software più evoluti poi hanno un sistema anti manomissione. Nel caso in cui un malintenzionato abbia la volontà di manomettere o oscurare una telecamera il sistema di controllo manderà un allarme, anche via telefono. Il gestore è tarato sulla “sfocatura” della telecamera; se la stessa non riesce a mettere a fuoco scatta il segnale di manomissione.

Quasi tutti i software di gestione telecamere hanno la possibilità della registrazione, compressione Mjpeg ad esempio per salvare spazio e banda, zoom automatico, possibilità di seguire un obiettivo tramite telecamera, backup automatico dei video, chiamata via telefono o sms in caso di allarme, ma non solo. Alcuni software permettono anche un intervento sui dispositivi e circuiti remoti quali accensione-spengimento luci, apertura cancelli ecc.
Tutti i programmi lo prevedono, verificate però che se le telecamere lavorassero in modalità wireless il segnale sia criptato in WPA.

Prezzi di un software per controllo telecamere videosorveglianza.
Di solito il costo è influenzato dalla quantità (canali) di telecamere da gestire ( 4, 8, 12, 16, 25, 32,36 o 64 e più canali). Un indicazione di massima è di circa 250 euro per 4 telecamere e di 800-900 euro per 16 telecamere, variazioni di prezzo in ogni caso a seconda del prodotto scelto e delle sue caratteristiche.

Telecamere di videosorveglianza aeree, un controllo dal cielo

Un nuovo è curioso oggetto che ci permette di sorvegliare una zona dall’ alto è arrivato sul mercato. Lo realizza un’azienda francese, la Parrot, ed è un quadricottero che vola nel cielo dotato di doppia telecamera di videosorveglianza, una al lato e una sotto la sua pancia. Un fantastico modo per controllare dal cielo una zona inaccessibile dove non è possibile installare una videocamera fissa.

Il prodotto in questione si chiama Ar.Drone, è pensato come un giocattolo con cui fare battaglie virtuali, ma viene utilizzato anche per sorvegliare dall’ alto alcuni punti sensiili di abitazioni, uffici, parchi ecc. Questo suo doppio utilizzo è dato dal fatto che questa specie di elicottero (quadricottero con 4 leggerissi motori elettrici brushless senza rotore) incorpora una doppia telecamera che permette proprio la visione dall’ alto.

E’ dotato di un trasmettitore wireless che comunica con un Iphone/Ipad/Ipod in maniera semplice con un programma incluso (anche con Pc e notebook). Basta cercare una nuova rete è collegarsi a quella proprietaria del Drone. All’inizio non sarà facile, tanto che si consiglia l’utilizzo del “volo libero”, ma col tempo farete la mano guidando la telecamera di sorveglianza volante semplicemente oscillando il vostro Iphone (si sfrutta l’accellerometro che è presente nell’apparecchio di casa Apple).

Il drone non può volare in condizioni atmosferiche avverse come pioggia, neve e vento oltre i 15Km/h e ha un’autonomia di 12 minuti data dalle sue batterie ai polimeri di litio da 1000 mAh. Avanza ad una velocità di 18 Kmh e la distanza a cui può essere comandato è di circa 50 metri, oltre il wireless inizia ad avere problemi di ricezione.

La risoluzione delle due telecamere è di 640×480 che trasmettono a 15 fotogrammi al secondo in tempo reale, il Drone riesce a localizzare un target dalla distanza di 5 metri. Per target intendiamo un “tag” con codice, tipo quelli per i cellulari per intenderci. In questo caso lo scopo è ludico, si usa nelle battaglie tra droni, ma nel campo della videosorveglianza può tornarci utile.

Qui sotto nel video potete vedere le immagini che restituisce la telecamera presente nel Drone. Il costo dell’ apparecchio è di 300 euro ed è acquistabile su Internet sul sito della Parrot.

Telecamere di videosorveglianza sul lavoro, quando si possono installare

L’installazione delle telecamere di sorveglianza sul posto del lavoro rappresenta un tema molto delicato. Da una parte ci sono le necessità del datore di lavoro che vuole salvaguardare le sue proprietà (ad esempio furti da parte dei dipendenti), dall’ altra la tutela della privacy da parte del lavoratore.

Lo statuto dei lavoratori nell’ articolo 4 parla chiaro:”E’ vietato l’uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori“, anche se poi specifica:”…gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro…possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro...”.

Quindi si possono installare delle videocamere di videosorveglianza sui posti di lavoro, ma bisogna prima sottoscrivere degli accordi con i sindacati, in mancanza di questi si deve essere autorizzati da parte della Direzione Provinciale del lavoro – Servizio Ispezione del lavoro (l’ex Ispettorato del lavoro).

Anche la sentenza numero 20722/2010 della Cassazione segna un punto in più a favore dei datori di lavoro : “quando lo scopo della videoripresa è la salvaguardia del patrimonio aziendale non si è soggetti alle regole dello Statuto dei lavoratori e lo stesso può essere realizzato senza accordo sindacale e senza autorizzazione amministrativa“.

In ogni caso per poter, però, ottenere l’autorizzazione, il datore di lavoro dovrà poter dimostrare, innanzitutto, che la richiesta di installazione del suddetto impianto di videosorveglianza, nei locali aziendali, trova fondamento nelle esigenze di predisporre misure di prevenzione di eventuali azioni criminose a tutela esclusiva del patrimonio aziendale, e non, invece, in una «volontà di controllo dei lavoratori», escludendo, pertanto, dall’installazione dei sistemi audiovisivi i locali adibiti ad uffici amministrativi, le postazioni di lavoro dei dipendenti, gli apparati di «marcatempo» e, comunque, di rilevamento delle presenze, le «zona relax» dei lavoratori oppure i locali ad uso esclusivo dei prestatori di lavoro (bagni, spogliatoi, ecc.), vedi privacy telecamere sorveglianza.

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