il blog dedicato ai sistemi di videosorveglianza e antifurto

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Quale telecamera scegliere per la sorveglianza?

La videosorveglianza è diventata un aspetto assolutamente prioritario nei sistemi di sicurezza per la casa, uffici o aziende. Infatti, è molto importante avere la possibilità di controllare i propri beni 24 ore su 24, perché ci fa stare tranquilli e sentire al sicuro. Nel corso del tempo, grazie alla tecnologia sempre più sviluppata, i costi della videosorveglianza sono sempre più bassi e ora è alla portata di tutti. Quindi, approfittiamone! Il componente principale di ogni sistema di sorveglianza è rappresentato dalla telecamera. Per questa ragione, non possiamo non chiederci: qual è la telecamera da scegliere per l’allarme di casa o ufficio?

Telecamera Dome o Bullet?

Attualmente, sono due le tipologie di telecamere di videosorveglianza maggiormente diffuse. Parliamo delle DOME e delle BULLET. Nate entrambe più o meno contemporaneamente circa dieci anni fa, le prime sono a forma sferica, come una cupola, mentre le seconde somigliano ad un proiettile da cui prendono il nome: bullet in inglese significa proprio proiettile.

Qual è la principale differenza tra le due? Proprio la forma. Entrambe hanno gli stessi componenti: un sensore CCD, lenti, scocca, luce infrarossi e sistema di motorizzazione se previsti.

In altre parole, la scelta dipende da voi. Se avete intenzione di appenderle al soffitto, le Dome, grazie alla loro forma sferica, si prestano meglio. Al contrario, le Bullet sono perfette poste su una parete, anche se è un giudizio abbastanza soggettivo. Prima di scegliere, confrontate bene le varie caratteristiche della telecamera in sé per sé.

Le caratteristiche

Che angolo deve coprire? Scegliete quella con la lente giusta. Con quale luce deve lavorare? Se è scarsa, optate per una molto sensibile oppure dotata di raggi infrarossi per l’illuminazione notturna. La telecamera verrà posta all’esterno o all’interno? Nel primo caso, prendete una con un grado di protezione agli agenti atmosferici alto e scocca esterna. A quale distanza deve arrivare la telecamera? Scegliete quella che riesce a mettere a fuoco secondo la distanza desiderata. In altre parole, riflettete bene su quello che vi serve e fate presenti queste indicazioni al fornitore o installatore.

Infine, state attenti al luogo in cui le collocate. Quelle con raggio ad infrarossi sono assolutamente incompatibile con le superfici riflettenti, quindi montatele lontane da specchi o altre cose che possono far rimbalzare i raggi. I riflessi rovinerebbero la visione dell’immagine.

PoE: una nuova tecnologia

PoE, l’acronimo di Power Over Ethernet, è una tecnologia all’avanguardia nota a tutti coloro che sono a contatto con le reti LAN. La tecnologia si è sviluppata a tal punto che al giorno d’oggi i PoE possono trovarsi direttamente integrati in alcune modelli di telecamera IP per la videosorveglianza. Queste telecamere, grazie ad un solo cavo ethernet, generalmente impiegato per l’internet ADSL, riescono ad assicurare l’alimentazione ed il segnale video.

Perché utilizzare la tecnologia PoE?

Per collegare alla rete i dispositivi, sono necessari almeno due tipi diversi di cavi: il cavo Ethernet, per il trasferimento dei dati, ed il cavo di alimentazione, necessario per installarli tramite la presa di corrente. Grazie all’utilizzo di questa tecnologia all’avanguardia, i dispositivi di rete, soprattutto le videocamere IP e le stampanti, hanno la certezza di poter contare su un’elevata flessibilità d’installazione.

Tra i vari strumenti di videosorveglianza muniti di alimentazione PoE, le telecamere hanno certamente un ruolo di primo piano. Non si può dire la stessa cosa per i NVR, dato che non riescono a supportare questa alimentazione. Attenzione solo ad un aspetto: al momento del cablaggio e dell’alimentazione del sistema di videosorveglianza con un solo cavo ethernet, occhio alle distanze, non esagerare!

Non possiamo, però, non sottolineare un fattore importante: l’integrazione con i PoE viene effettuata utilizzando apparati esterni, che purtroppo hanno la caratteristica di avere un prezzo decisamente elevato.

I vantaggi della tecnologia PoE.

Quali sono i vantaggi di questa tecnologia? Innanzitutto, i costi di infrastruttura e di installazione diminuiscono drasticamente. Questo avviene perché non c’è bisogno né di prese elettriche addizionali né tanto meno di adattatori di corrente. Un unico cavo al posto di due. Per quanto gli edifici meno recenti e non adeguati per le infrastrutture di rete di ultima generazione, le barriere ambientali possono essere tranquillamente superate grazie alla semplicità di installazione dei collegamenti. Negli edifici più moderni, non occorrono interventi sulla rete elettrica per il semplice motivo che ci si affida all’infrastruttura IT già esistente con l’integrazione delle varie periferiche.

Altri aspetti a favore della tecnologia PoE possiamo trovarli nella maggiore estensione della rete wireless e cablata,. È, inoltre, più affidabile, grazie all’opzione RPS (Redundant Power Supply) che assicura il corretto funzionamento dei dispositivi anche a fronte di interruzione dell’erogazione di elettricità, un aspetto centrale nella videosorveglianza H 24. Questa opzione garantisce anche un controllo centralizzato, di vitale importanza per porre fine agli sprechi di energia.

Certo, il PoE ha dei limiti tecnici: a fronte dell’eliminazione della connessione PoE, si registra l’interruzione della connessione. Separare i connettori maschi e femmina causa poi bruciature sui contatti ed un accorciamento della durata di vita delle sue varie componenti.

Videosorveglianza a Milano: furto nel Castello Sforzesco

Dopo il furto verificatosi ai danni della Chiesa di San Vincenzo a Modena, all’interno della quale è stata rubata una preziosa opera del Guercino, è stato inferto un altro grave danno al patrimonio artistico italiano: parliamo del colpo messo a segno nell’ala museale del Castello Sforzesco a Milano, dove una banda di ladri è riuscita a trafugare ben tre tavolette di legno da soffitto a cassettoni della fine del 400 di un pittore anonimo di Cremona. Il furto, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, è stato ben studiato e programmato, per poi essere realizzato esattamente nell’unica zona dell’edificio non raggiunta dall’occhio vigile delle telecamere di sistema della videosorveglianza. In questo specifico contesto, ai malviventi è bastato avere uno zaino ed una tronchesina per recidere il fil di ferro che allacciava le tele al muro e portarle via indisturbati, proprio mentre l’addetto alla sorveglianza era impegnato in un’altra stanza del museo.

Il furto si è verificato nel fine settimana, nello specifico di sabato ed in pieno giorno, in un periodo in cui il flusso dei visitatori è significativo e costante. Le tre tavole di legno trafugate fanno parte della collezione di ben 32 pezzi custodita nel deposito del museo. Di tale collezione, erano stati esibiti al pubblico sei pezzi, e di questi ultimi facevano parte le tre opere d’arte depredate, raffiguranti busti maschili di profilo con indosso dei vestiti tipici della fine del 400. Le tre tavole di legno (con una misura di 25 x 25 cm.), all’epoca venivano utilizzate per ornare le dimore patrizie lombarde, ed erano esposte in grandissime sale in posizione inclinata tra le travi delle volte. Per ciò che concerne il valore in termini economici, queste tre opere, in base alle stime degli addetti ai lavori, sono pezzi unici ma realizzati in serie, pertanto si rifanno ad un mercato di nicchia nell’ambito del piccolo antiquariato (si tratta dunque di una capacità economica limitata ad un settore ristretto).

Il primo a rendersi conto del furto avvenuto era un membro dello staff del museo, ovvero uno degli addetti alla sicurezza; dopo una serie di verifiche interne è stato dato l’allarme e denunciato il furto agli agenti del Commissariato della città. I militari hanno subito esaminato le registrazioni delle telecamere, ma come specificato prima, non è stata rilevata nessuna immagine in grado di identificare i malfattori, in quanto nessuna videocamera mirava verso il punto in cui erano agganciate le tre tavole trafugate. In seguito ai sopralluoghi ed alle verifiche del caso da parte degli agenti, sono partite le indagini per l’individuazione delle opere artistiche e degli autori del furto. Francesca Tasso, responsabile del museo, si era detta più che sicura del fatto che il furto fosse stato ponderato minuziosamente da chi, chiaramente, conosceva la mancanza di copertura delle telecamere proprio in quell’angolo della sala. La stessa responsabile ha palesato la necessità, ora urgente più che mai, di potenziare la videosorveglianza, di installare altre telecamere e di introdurre un apposito guardaroba all’ingresso dell’edificio per il deposito di borse, zaini e contenitori vari al seguito dei visitatori.

Formati di compressione di immagine e video

I metodi di compressione di video e di immagini in generale si dividono in due modalità:

  • senza perdita, o lossless: quando non vi sono modifiche ai pixel e viene riprodotta la stessa immagine anche dopo la decompressione;
  • con perdita, o lossy: quando viene tutto ciò che non è visibile all’occhio umano.

Le modalità, inoltre, si differenziano anche in base agli standard di compressione dei video e dei fotogrammi.

Compressione dei fotogrammi

JPEG

Il JPEG è sicuramente uno dei formati più conosciuti, nato negli anni ‘80 dal Joint Photographic Experts Group. Permette di visualizzare i contenuti direttamente nei browser web. Questo formato ti fa scegliere il livello di compressione desiderato, dal quale dipende la qualità dell’immagine.

JPEG2000

Anche questo formato è nato dal Joint Photographic Experts Group e viene utilizzato soprattutto per i fotogrammi in ambito medico. Quando la compressione ha valori alti, la qualità supera quella dei JPEG. Altrimenti, in tutti gli altri casi i due formati sono molto simili tra loro. Ha un grande svantaggio: non può essere visualizzato nei browser web.

Compressione dei video

Motion JPEG

Questo formato viene soprattutto usato dai sistemi video di rete. Le videocamere acquisiscono immagine per immagine e le comprimono in formato JPEG, fino a 30 immagini al secondo. Le immagini vengono trasmesse a flusso continuo alla postazione di visualizzazione e, se il flusso è pari o superiore a 16 fotogrammi al secondo, le immagini vengono recepite come un video full motion. Per questo viene chiamato Motion JPEG. La qualità del video dipende dal livello di compressione scelto.

H.263

Si tratta del formato in grado di trasmettere i video a una velocità in bit fissa. Questo è dovuto a fatto che il formato è stato ideato per le teleconferenze e non per la videosorveglianza. Nel campo della videosorveglianza il dettaglio è più importante della velocità di trasmissione.

MPEG

Per MPEG, Motion Picture Experts Group, intendiamo una tecnologia di streaming audio e video. Questa tecnologia si basa sul confronto di due immagini compresse da trasmettere in rete. La prima immagine diventa fotogramma di riferimento per quelle successive e vengono inviate in rete solo quelle diverse dalla prima. Nonostante sembri complicato, questa tecnologia riesce a ridurre di molto i volumi dei dati tramessi. Esistono diversi tipi di MPEG:

MPEG-1: è il formato comunemente usato per archiviare video digitali sui CD-ROM. I codificatori e decodificatori MPEG-1 possono gestire una velocità di trasmissione di circa 1,5 Mbit al secondo, con risoluzione CIF. Se la trasmissione in bit è costante, la stessa cosa non si può dire per la qualità dell’immagine che è simile a quella dei VHS. La velocità non va oltre i 25/30 fotogrammi al secondo.

MPEG-2: è il formato utilizzato nei video digitali di alta qualità, nei televisori via cavo, nei supporti di archiviazione interattivi, ecc. Anche in questo caso, la velocità non va oltre i 25/30 fotogrammi al secondo.

MPEG-4: questo formato, rispetto ai precedenti, offre molti più strumenti per ridurre la velocità in bit rispetto alla qualità desiderata. Per questa ragione, la velocità non è bloccata, ma il formato non è utilizzabile per le applicazioni in tempo reale.

H.264

Questo formato con ogni probabilità diventerà il più diffuso poiché, soprattutto al settore della videosorveglianza, permette di ridurre i costi di memorizzazione e di migliorare l’efficienza dei sistemi. L’H.264 può essere acquistato con licenza. Un suo codificatore è capace di ridurre dell’80% circa la dimensione dei file digitali.

Questo formato, riducendo le dimensioni dei file, permette di avere un forte impatto anche sui costi di memorizzazione e sulla larghezza di banda. Infatti, un sistema di videosorveglianza, sfruttando il formato H.264, può ridurre questi costi di circa il 50% rispetto a quelli che si servono di altri formati. Anche la risoluzione delle immagini è migliore: è per questo che è sempre più usato anche in altri settori.

DVR e NVR nella videosorveglianza

La maggior parte dei dvr per la videosorveglianza presenti nei kit videosorveglianza professionali attualmente funziona con un sistema operativo embedded Linux con processori Arm. Tuttavia, ogni costruttore si affida ad un proprio software per controllare le registrazioni e le funzionalità del sistema. Attraverso l’utilizzo di linux in, è possibile avere molta flessibilità nello sviluppo della parte del firmare. Inoltre, i costruttori trovano molto semplice creare aggiornamenti per implementare funzionalità e risolvere eventuali problemi. Non solo: anche per l’utente l’aggiornamento del dvr o nvr risulta semplice. Avviene, infatti, prima copiando il nuovo software su una chiavetta usb e poi trasferendolo in modo automatico nell’apparecchio.

Funzionalità dei software

Le funzionalità principali permesse dai software solo le seguenti:

  • Permettono la registrazione in Motion detection. Si tratta della funzione da cui dipende la possibilità di registrare solo se rilevato del movimento, risparmiando così spazio di registrazione e facilitando la ricerca dei filmati
  • Permettono l’invio di Allarmi e-mail. Una volta attivata la funzione motion, il sistema può inviare e-mail in cui è allegato un fotogramma dell’evento
  • Permottono l’archiviazione su unità Nas. Utilizzando la funzione ftp, il dvr o nvr ha la possibilità di eseguire in completa autonomia l’invio dei video registrati ad un server ftp o unità Nas. Ciò permette di avere una seconda copia di emergenza, qualora capitasse che il sistema di videosorveglianza subisse un furto o rapina
  • Permettono il DDNS per ip dinamici. In altre parole, è possibile che il dvr videosorveglianza o nvr registri in modo automatico su un server ddns. In questo modo, si ha la possibilità di utilizzarlo anche con quelle Adsl domestiche che non dispongono di ip statico, ma di un ip dinamico che cambia periodicamente. Questa funzione è particolarmente utilizzata nei kit di videosorveglianza IP
  • Permettono la programmazione della registrazione. È possibile impostare per ogni telecamera la modalità con cui registrare. Quindi, potremo stabilire ogni giorno/ora se il dvr o nvr per la videosorveglianza deve registrare il flusso delle telecamere in modo continuo oppure in modalità motion o non registrare affatto. Questa funzione può essere molto importante perché, se utilizzata a dovere, ci permette di allungare il numero dei giorni di archiviazione
  • Permettono il controllo delle telecamere Speed dome e delle telecamere motorizzate in generale. Queste sono telecamere molto comuni all’interno dei kit di videosorveglianza per esterno
  • Permettono il controllo degli allarmi. Si ha anche la possibilità di integrare apparecchiature e/o sistemi esterni come cancelli, sirene ecc…
  • Permettono l’integrazione del web server. Questo ci dà la completa accessibilità verso il mondo esterno tramite internet.

Telecamere di videosorveglianza a batteria

Oggigiorno la videosorveglianza risulta una scelta molto diffusa per proteggere abitazioni private, piccoli appartamenti, negozi, hotel, attività commerciali o grandi strutture alberghiere, in quanto rappresenta un valido deterrente per ladri, vandali e malviventi. In commercio si possono trovare diverse soluzioni, tra cui anche i kit di videosorveglianza; in realtà gli impianti sono quasi tutti simili, ciò che fa la differenza è il modello della telecamera installata all’interno del sistema. Di telecamere ne esistono per tutti i gusti: tra i vari dispositivi, le più innovative sono senza dubbio le telecamere a batteria. Queste telecamere sono le migliori in fatto di discrezione, in quanto si possono nascondere in qualsiasi ambiente, ciò che conta è che nel punto dove vengono occultate si possa effettuare un piccolo foto affinché il micro obiettivo possa osservare l’esterno.

Generalmente questa tipologia di telecamere a batteria è wireless (senza fili) o IP (Internet Protocol), l’ideale per chi deve monitorare senza essere visto. Questi apparecchi sono dotati di un microregistratore incorporato volto a non destare curiosità o sospetti, e registrano i dati su una scheda micro SD; se sono IP, inoltre, possono inviare i dati anche tramite un modem mobile. Le telecamere a batteria differiscono tra loro in base a determinate caratteristiche: ci sono i modelli per la visione in notturna e quelle idonee per qualsiasi condizione di luce e situazione atmosferica. Ovviamente il costo di queste telecamere è rapportabile alle caratteristiche, in quanto parliamo di uno degli ultimi ritrovati in fatto di tecnologia. In tutti i casi, è importante sottolineare che la sicurezza, se fatta bene, non ha prezzo, anche se spesso basta una sola telecamera per risolvere le criticità riguardanti la privacy o le effrazioni.

Questo tipo di telecamera a batteria è anche denominata “spycam”, proprio per il fatto che si occulta facilmente: infatti, a differenza di un tradizionale impianto di videosorveglianza, ciò che si nota subito sono le telecamere; le telecamere a batteria, invece, si possono posizionare dentro un vaso o in altri mille anfratti, come per esempio in un muro lasciando il foro per l’obiettivo. Un kit per la videosorveglianza dotato di telecamere a batteria, avrà senza dubbio un prezzo rilevante, ma è pur vero che solitamente questo tipo di sistemi si possono mettere in loco anche senza l’aiuto di un tecnico: basterà scegliere l’area nella quale posizionare le telecamera ed effettuare i collegamenti ad internet. Per quanto riguarda le batterie, dovranno essere sostituite all’incirca ogni due anni, e si possono acquistare in qualunque store di elettronica.

Trattandosi di impianti per la videosorveglianza, è importante sapere che sono attualmente in vigore determinate normative da rispettare obbligatoriamente; fra questa vi è la comunicazione dell’installazione del sistema alle forze dell’ordine competenti nel territorio, ossia si dovrà informare la questura una volta terminata l’installazione delle telecamere. Le telecamere di videosorveglianza a batteria, come specificato sopra, risultano molto utili in qualsiasi situazione, anche per sorvegliare la propria auto, e grazie ai collegamenti tramite la rete UMTS, in caso di furto sono in grado di lanciare l’allarme direttamente sullo Smartphone, aiutando perfino a localizzare il veicolo.

Orientarsi nel mondo della videosorveglianza

Se la tua sicurezza e quella della tua abitazione acquistano un’importanza fondamentale, i comuni sistemi antifurto non bastano più e bisogna optare per la videosorveglianza. Ma come fare ad orientarsi in questo mondo sconosciuto? Se pensi di non sapere abbastanza del mondo della videosorveglianza, non temere, ti guideremo noi.

Quando utilizzarla

Innanzitutto, a cosa serve? I sistemi antifurto serve ad avvisarci in caso di intrusioni, mentre la videosorveglianza ci permette di riconoscere i ladri, utilizzando video e immagini.

Le telecamere possono catturare le immagini affidandosi a dei sensori CCD, piccoli dispositivi con migliaia di pixel, in grado di trasformare l’energia luminosa in segnali elettrici. Nel mondo della videosorveglianza, le telecamere possono essere di diversi tipi – a colori, in bianco e nero, con alimentazione 220 V o 12 V – ma sono tutte a bassa tensione.

Le telecamere, inoltre, possono essere acquistate sia per utilizzo interno che esterno. Si distinguono principalmente per la custodia, che deve essere più o meno resistente agli agenti atmosferici.

Al fine di ottenere buone riprese, è necessario fare attenzione alle ottiche e agli zoom delle videocamere. È importante, però, anche controllare il livello di illuminazione degli spazi, la presenza di eventuali riflessi di oggetti circostanti, lo spettro emesso dalle sorgenti di luce e la loro distanza dalla telecamera.

Ma quali sono i criteri per scegliere un buon sistema di videosorveglianza?

Il criterio più importante è, prima di tutto, la risoluzione. Per risoluzione intendiamo il numero di linee visualizzabili per distinguere anche i più piccoli particolari; la capacità di ripresa in assenza di luce; la persistenza dell’immagine; il controllo della luminosità; la tipologia di obiettivo.

Per quanto riguarda l’obiettivo, occorre soffermarsi un po’ di più. All’interno del mondo della videosorveglianza, è un elemento dal quale dipende gran parte della sicurezza. In genere, gli obiettivi si compongono di più lenti in grado di raccogliere e focalizzare i raggi luminosi riflessi sulla parte più sensibile della telecamera. Inoltre, si caratterizzano per tre parametri:

  • distanza dal bersaglio;
  • area di focalizzazione;
  • rapporto tra luminosità minima e massima.

Dalla sua tipologia, poi, dipende anche la sua efficienza. La tipologia può essere normale (45°), grandangolo (90°), teleobiettivi (15°-20°).

Elemento rilevante all’interno di una telecamera è anche l’iris, il parametro che regola la profondità del campo e la quantità di luce.

Al giorno d’oggi, gran parte delle telecamere resta analogica, ma sono sempre più comuni dispositivi digitali che si servono di un PC, di un indirizzo IP e di un server per riprendere e far scattare l’allarme in caso di intrusione.

Le telecamere wireless di discreta qualità hanno prezzi contenuti, nonostante riescano a comunicare anche con dispositivi diversi come tablet, pc o smartphone. In questo mondo, i migliori marchi sono Sony, Logitech, Bosh, Panasonic e Axis. Non è impossibile, però, trovare ottimi prodotti con un buon rapporto qualità prezzo anche tra i marchi quelli meno noti e sponsorizzati.

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