il blog dedicato ai sistemi di videosorveglianza e antifurto

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DVR e NVR nella videosorveglianza

La maggior parte dei dvr per la videosorveglianza presenti nei kit videosorveglianza professionali attualmente funziona con un sistema operativo embedded Linux con processori Arm. Tuttavia, ogni costruttore si affida ad un proprio software per controllare le registrazioni e le funzionalità del sistema. Attraverso l’utilizzo di linux in, è possibile avere molta flessibilità nello sviluppo della parte del firmare. Inoltre, i costruttori trovano molto semplice creare aggiornamenti per implementare funzionalità e risolvere eventuali problemi. Non solo: anche per l’utente l’aggiornamento del dvr o nvr risulta semplice. Avviene, infatti, prima copiando il nuovo software su una chiavetta usb e poi trasferendolo in modo automatico nell’apparecchio.

Funzionalità dei software

Le funzionalità principali permesse dai software solo le seguenti:

  • Permettono la registrazione in Motion detection. Si tratta della funzione da cui dipende la possibilità di registrare solo se rilevato del movimento, risparmiando così spazio di registrazione e facilitando la ricerca dei filmati
  • Permettono l’invio di Allarmi e-mail. Una volta attivata la funzione motion, il sistema può inviare e-mail in cui è allegato un fotogramma dell’evento
  • Permottono l’archiviazione su unità Nas. Utilizzando la funzione ftp, il dvr o nvr ha la possibilità di eseguire in completa autonomia l’invio dei video registrati ad un server ftp o unità Nas. Ciò permette di avere una seconda copia di emergenza, qualora capitasse che il sistema di videosorveglianza subisse un furto o rapina
  • Permettono il DDNS per ip dinamici. In altre parole, è possibile che il dvr videosorveglianza o nvr registri in modo automatico su un server ddns. In questo modo, si ha la possibilità di utilizzarlo anche con quelle Adsl domestiche che non dispongono di ip statico, ma di un ip dinamico che cambia periodicamente. Questa funzione è particolarmente utilizzata nei kit di videosorveglianza IP
  • Permettono la programmazione della registrazione. È possibile impostare per ogni telecamera la modalità con cui registrare. Quindi, potremo stabilire ogni giorno/ora se il dvr o nvr per la videosorveglianza deve registrare il flusso delle telecamere in modo continuo oppure in modalità motion o non registrare affatto. Questa funzione può essere molto importante perché, se utilizzata a dovere, ci permette di allungare il numero dei giorni di archiviazione
  • Permettono il controllo delle telecamere Speed dome e delle telecamere motorizzate in generale. Queste sono telecamere molto comuni all’interno dei kit di videosorveglianza per esterno
  • Permettono il controllo degli allarmi. Si ha anche la possibilità di integrare apparecchiature e/o sistemi esterni come cancelli, sirene ecc…
  • Permettono l’integrazione del web server. Questo ci dà la completa accessibilità verso il mondo esterno tramite internet.

Telecamere di videosorveglianza a batteria

Oggigiorno la videosorveglianza risulta una scelta molto diffusa per proteggere abitazioni private, piccoli appartamenti, negozi, hotel, attività commerciali o grandi strutture alberghiere, in quanto rappresenta un valido deterrente per ladri, vandali e malviventi. In commercio si possono trovare diverse soluzioni, tra cui anche i kit di videosorveglianza; in realtà gli impianti sono quasi tutti simili, ciò che fa la differenza è il modello della telecamera installata all’interno del sistema. Di telecamere ne esistono per tutti i gusti: tra i vari dispositivi, le più innovative sono senza dubbio le telecamere a batteria. Queste telecamere sono le migliori in fatto di discrezione, in quanto si possono nascondere in qualsiasi ambiente, ciò che conta è che nel punto dove vengono occultate si possa effettuare un piccolo foto affinché il micro obiettivo possa osservare l’esterno.

Generalmente questa tipologia di telecamere a batteria è wireless (senza fili) o IP (Internet Protocol), l’ideale per chi deve monitorare senza essere visto. Questi apparecchi sono dotati di un microregistratore incorporato volto a non destare curiosità o sospetti, e registrano i dati su una scheda micro SD; se sono IP, inoltre, possono inviare i dati anche tramite un modem mobile. Le telecamere a batteria differiscono tra loro in base a determinate caratteristiche: ci sono i modelli per la visione in notturna e quelle idonee per qualsiasi condizione di luce e situazione atmosferica. Ovviamente il costo di queste telecamere è rapportabile alle caratteristiche, in quanto parliamo di uno degli ultimi ritrovati in fatto di tecnologia. In tutti i casi, è importante sottolineare che la sicurezza, se fatta bene, non ha prezzo, anche se spesso basta una sola telecamera per risolvere le criticità riguardanti la privacy o le effrazioni.

Questo tipo di telecamera a batteria è anche denominata “spycam”, proprio per il fatto che si occulta facilmente: infatti, a differenza di un tradizionale impianto di videosorveglianza, ciò che si nota subito sono le telecamere; le telecamere a batteria, invece, si possono posizionare dentro un vaso o in altri mille anfratti, come per esempio in un muro lasciando il foro per l’obiettivo. Un kit per la videosorveglianza dotato di telecamere a batteria, avrà senza dubbio un prezzo rilevante, ma è pur vero che solitamente questo tipo di sistemi si possono mettere in loco anche senza l’aiuto di un tecnico: basterà scegliere l’area nella quale posizionare le telecamera ed effettuare i collegamenti ad internet. Per quanto riguarda le batterie, dovranno essere sostituite all’incirca ogni due anni, e si possono acquistare in qualunque store di elettronica.

Trattandosi di impianti per la videosorveglianza, è importante sapere che sono attualmente in vigore determinate normative da rispettare obbligatoriamente; fra questa vi è la comunicazione dell’installazione del sistema alle forze dell’ordine competenti nel territorio, ossia si dovrà informare la questura una volta terminata l’installazione delle telecamere. Le telecamere di videosorveglianza a batteria, come specificato sopra, risultano molto utili in qualsiasi situazione, anche per sorvegliare la propria auto, e grazie ai collegamenti tramite la rete UMTS, in caso di furto sono in grado di lanciare l’allarme direttamente sullo Smartphone, aiutando perfino a localizzare il veicolo.

Orientarsi nel mondo della videosorveglianza

Se la tua sicurezza e quella della tua abitazione acquistano un’importanza fondamentale, i comuni sistemi antifurto non bastano più e bisogna optare per la videosorveglianza. Ma come fare ad orientarsi in questo mondo sconosciuto? Se pensi di non sapere abbastanza del mondo della videosorveglianza, non temere, ti guideremo noi.

Quando utilizzarla

Innanzitutto, a cosa serve? I sistemi antifurto serve ad avvisarci in caso di intrusioni, mentre la videosorveglianza ci permette di riconoscere i ladri, utilizzando video e immagini.

Le telecamere possono catturare le immagini affidandosi a dei sensori CCD, piccoli dispositivi con migliaia di pixel, in grado di trasformare l’energia luminosa in segnali elettrici. Nel mondo della videosorveglianza, le telecamere possono essere di diversi tipi – a colori, in bianco e nero, con alimentazione 220 V o 12 V – ma sono tutte a bassa tensione.

Le telecamere, inoltre, possono essere acquistate sia per utilizzo interno che esterno. Si distinguono principalmente per la custodia, che deve essere più o meno resistente agli agenti atmosferici.

Al fine di ottenere buone riprese, è necessario fare attenzione alle ottiche e agli zoom delle videocamere. È importante, però, anche controllare il livello di illuminazione degli spazi, la presenza di eventuali riflessi di oggetti circostanti, lo spettro emesso dalle sorgenti di luce e la loro distanza dalla telecamera.

Ma quali sono i criteri per scegliere un buon sistema di videosorveglianza?

Il criterio più importante è, prima di tutto, la risoluzione. Per risoluzione intendiamo il numero di linee visualizzabili per distinguere anche i più piccoli particolari; la capacità di ripresa in assenza di luce; la persistenza dell’immagine; il controllo della luminosità; la tipologia di obiettivo.

Per quanto riguarda l’obiettivo, occorre soffermarsi un po’ di più. All’interno del mondo della videosorveglianza, è un elemento dal quale dipende gran parte della sicurezza. In genere, gli obiettivi si compongono di più lenti in grado di raccogliere e focalizzare i raggi luminosi riflessi sulla parte più sensibile della telecamera. Inoltre, si caratterizzano per tre parametri:

  • distanza dal bersaglio;
  • area di focalizzazione;
  • rapporto tra luminosità minima e massima.

Dalla sua tipologia, poi, dipende anche la sua efficienza. La tipologia può essere normale (45°), grandangolo (90°), teleobiettivi (15°-20°).

Elemento rilevante all’interno di una telecamera è anche l’iris, il parametro che regola la profondità del campo e la quantità di luce.

Al giorno d’oggi, gran parte delle telecamere resta analogica, ma sono sempre più comuni dispositivi digitali che si servono di un PC, di un indirizzo IP e di un server per riprendere e far scattare l’allarme in caso di intrusione.

Le telecamere wireless di discreta qualità hanno prezzi contenuti, nonostante riescano a comunicare anche con dispositivi diversi come tablet, pc o smartphone. In questo mondo, i migliori marchi sono Sony, Logitech, Bosh, Panasonic e Axis. Non è impossibile, però, trovare ottimi prodotti con un buon rapporto qualità prezzo anche tra i marchi quelli meno noti e sponsorizzati.

Telecamere: la distanza di ripresa

Anche se le telecamere di videosorveglianza sono elettroniche, possono essere tranquillamente accumunate all’occhio umano. Infatti, proprio come l’occhio umano, anche loro hanno un loro limite. Possiedono una loro capacità di visione, una distanza che, se oltrepassata, comporta delle forti limitazioni a ciò che possono inquadrare al dettaglio.

Per questa ragione, quando ci si appresta a  progettare la costruzione di un sistema di videosorveglianza bisogna prendere in considerazione, oltre ad altri importanti parametri, anche quello della distanza. Bisogna calcolare bene qual è quella oltre la quale l’occhio della telecamera non riesce ad andare. Non è un parametro di importanza secondaria, infatti, come vedremo, superate determinate distanze la telecamera può rivelarsi quasi completamente inutile ed inutilizzabile.

Attenzione al viso

Partiamo dando subito i numeri: la maggior parte delle telecamere riesce a riprendere fino a 50 metri di distanza. Bisogna, però, fare attenzione a delle distinzioni importanti. Quando si misura la miglior posizione in cui collocare le telecamere, bisogna sempre tenere ben presente che questa deve consentire di distinguere il volto di una persona. In altre parole, è necessario che la distanza non vada ad intaccare il riconoscimento di un aspetto così importante come può esserlo il volto. Ad esempio, se aumentando l’ingrandimento, finiamo per vedere solamente un cumulo di pixel vorrà dire che la distanza in cui è stata posta la telecamera è troppo elevata.

Dai 10 metri in poi, soltanto le telecamere fornite di risoluzioni più alte e con gli zoom ottici più potenti possono evitare che l’immagine si sgrani troppo. Tuttavia, in questo caso, bisogna considerare anche due fattori: in un sistema di sorveglianza, ad esempio in quello domestico, riconoscere il volto può non avere tutta questa rilevanza. Inoltre, i soggetti inquadrati, poiché con ogni probabilità la telecamera è posta a proteggere un obiettivo sensibile, inevitabilmente non potranno non avvicinarsi, entrando così in un raggio di visuale minore. In altre parole, sarà più semplice avere un volto ben riconoscibile.

In conclusione

Per concludere, possiamo affermare che la distanza è maggiormente rilevante nei monitoraggi più professionali, come quelli collocati per la sicurezza di luoghi pubblici ed aeroporti. Come abbiamo visto, poi, l’occhio di una telecamera arriva sino ad una distanza di 50m, anche con risoluzione non elevata. Questa distanza, però, non permette spesso la distinzione dei dettagli. Le telecamere professionali, parliamo di Megapixel, HDTV e Speed Dome, garantiscono performance molto migliori. Necessitano, però, di personale umano che, dalla apposita console, controlli l’obiettivo e stia lì a stringere od allargare lo zoom, a seconda dei dettagli che devono essere catturati ai fini della sicurezza.

Rilevatori di telecamere nascoste e microspie

Rilevatori di telecamere nascoste e microspie – Gli impianti di videosorveglianza proposti in commercio differiscono fra loro in base alla struttura, alla tecnologia ed alle funzioni di cui sono caratterizzati. Nel momento in cui si decide di acquistare un sistema di telecamere per realizzare la videosorveglianza, è fondamentale delineare prima quali sono le proprie specifiche necessità di sicurezza: se si ha bisogno di monitorare un ambiente esterno o interno, di controllare una determinata manifestazione oppure di individuare singole persone o targhe di automobili. La peculiarità degli impianti di videosorveglianza cambiano molto in base alle funzioni che riescono a soddisfare: in questo contesto, spesso, gli utenti decidono di ricorrere alle telecamere nascoste o alle microspie al posto delle classiche telecamere per la videosorveglianza.

Nel momento in cui si decide di progettare un impianto per la videosorveglianza, si immagina facilmente come l’obiettivo principale sia quello di proteggere i propri cari e i beni di famiglia dai ladri e dai malfattori; pertanto le telecamere devono essere posizionate in luoghi non facilmente raggiungibili, oppure quando ciò non è avverabile, devono inevitabilmente essere occultate per poter funzionare senza criticità ed alla larga dalle eventuali manomissioni dei malviventi. In alternativa, molte persone scelgono di dotarsi di microspie e microtelecamere: tali dispositivi sono senza dubbio meno voluminose delle tradizionali telecamere, ma sono in grado di assicurare, senza essere individuate, immagini di una buona qualità; ovviamente non rappresentano il meglio nell’ambito della videosorveglianza, ma sono comunque delle valide soluzioni e delle buone alleate.

Detto ciò, a questo punto è importante introdurre una questione altrettanto importante e spinosa, ovvero la presenza in commercio di specifici rilevatori capaci di svelare la presenza di microspie audio e video: questi apparecchi sono in grado di annullare GHz e di conseguenza quanto di buono fatto per installare ed occultare le telecamere. Vi sono anche dei piccolissimi rilevatori in grado di rilevare le telecamere wireless (senza fili), i segnali WI-FI e gli Smartphone. Tali minuscoli apparecchi captano il segnale fino ad una distanza di circa 10 metri e funzionano grazie a delle batterie ricaricabili. Se in questo panorama riflettiamo sul fatto che il 98 % dei segnali RF vanno da 1 MHz fino a 6, ovvero il range di rilevazione entro cui questi dispositivi lavorano, avremo un margine di errore vicinissimo allo zero.

Un altro tipo di rilevatore, sicuramente più voluminoso dei precedenti ma al contempo facilmente trasportabile in una tasca, opera invece in un range che va da 1 MGz fino a 12 GHz, ed è fornito anche di alert acustico volto a notificare nell’immediato la presenza di telecamere e di altri dispositivi; a causa della sua elevata capacità di rilevazione, questo rilevatore risulta il più efficiente ed usato per individuare le microtelecamere. Dopo questa carrellata di caratteristiche e funzionalità dei rilevatori, è bene sottolineare che a livello di statistiche e di situazioni reali, l’uso sistematico di questi apparecchi da parte dei malintenzionati è sicuramente più frequente nei casi di “spionaggio industriale” rispetto alle semplici abitazioni o attività commerciali e così via. Detto ciò, vale comunque la pena conoscere nel dettaglio questo mondo per essere pronti contro questo tipo di rischio.

La videosorveglianza negli impianti fotovoltaici

In ogni parte d’Italia, negli ultimi anni, stanno nascendo delle cosiddette “farm” fotovoltaiche. Cosa sono? Parliamo di impianti di panelli fotovoltaici che, dislocati su diversi ettari, raccolgono energia elettrica che viene successivamente venduta. Di solito questi impianti vengono installati in zone rurali o comunque difficilmente raggiungibili. Questo, però, spesso causa problemi: dato l’isolamento, non è raro che si verifichi che alcuni pannelli vengano rubati o i quadri elettrici vengano danneggiati. Questi malintenzionati, vista la posizione, possono agire praticamente indisturbati. In un contesto del genere un impianto di videosorveglianza si rende praticamente necessario. Per questo, negli ultimi anni, tutti i siti fotovoltaici sorti sono stati dotati sin dall’inizio di un sistema a circuito chiuso per un monitoraggio continuativo.

RIVOLGETEVI A PROFESSIONISTI

Come fare per creare un sistema valido con il quale garantire la sicurezza del proprio sito fotovoltaico? Ora vi spieghiamo come. Purtroppo dobbiamo partire dicendo che il fai da te in questa situazione non è assolutamente consigliabile per una lunga serie di motivi. Sappiamo anche noi molto bene che fare le cose da sé può portare ad un grande vantaggio economico. Tuttavia, in questa circostanza anche un costo leggermente più elevato, dovuto all’affidare i lavori ad un team di professionisti, può significare un grandissimo vantaggio a lungo termine. Non si può ignorare, infatti, che l’area da proteggere è nella maggior parte dei casi estremamente vasta in cui possono esserci numerose variabili ambientali da prendere in considerazione.

Infine, una soluzione fai da te potrebbe rivelarsi non idonea e, quindi, portare a dei costi di correzione così notevolmente più alti tali da giustificare la scelta di affidarsi a dei professionisti. Professionisti che saranno perfettamente in grado di studiare la progettazione e la messa in funzione dell’impianto di videosorveglianza.

IMPIANTI FOTOVOLTAICI NELLO SPECIFICO

Analizziamo ora più nello specifico tutte le variabili che entrano in gioco quando si predispone un impianto di videosorveglianza in un sito fotovoltaico. In primo luogo, va detto che questi impianti sono posti all’aperto e, pertanto, le telecamere vengono esposte alle intemperie. Per questo, a seconda della zona climatica in cui si trova l’impianto, bisogna programmare tutte le dovute precauzioni al fine di evitare che, ad esempio, nebbia e neve rendano completamente inutili ed inefficaci le telecamere.

Essendo enorme area da coprire, è necessario porsi altre riflessioni. Infatti, si rendono necessarie delle telecamere capaci di coprire un ampio raggio. Altrettanto necessario, poi, è un impianto di illuminazione in grado di ridurre le zone d’ombra in cui queste risultano inutilizzabili. Tra le variabili che possono incidere, vi sono anche quella dell’alimentazione delle telecamere e l’impianto di registrazione dei video. Non sono da sottovalutare neppure le altre problematiche ambientali: non solo il tempo, ma anche lo scavo dei condotti per i cavi e la possibile presenza di animali possono rovinare gli apparecchi elettronici o i cavi.

CONCLUSIONI

Una videosorveglianza continua lungo l’intera giornata è assolutamente indispensabile negli impianti fotovoltaici. Altrettanto importante, però, è affidarsi a esperti in grado di pianificare tutto il lavoro. Gli esperti sapranno affrontare le problematiche che puntualmente emergono nella progettazione di un impianto di questa caratura.

Amministrazione pubblica e videosorveglianza

Quando un’amministrazione pubblica decide di usufruire della videosorveglianza, deve puntare a migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini e a contrastare la criminalità. Questi devono essere gli obiettivi principali che ogni amministrazione deve prefissarsi.

In realtà spesso non vi è solo un bisogno di sicurezza espresso dalla cittadinanza. Spesso l’amministrazione pubblica si trova a dover rispondere alla necessità di un vero e proprio presidio elettronico, di un monitoraggio continuativo del territorio che si sommi alla presenza fisica di persone addette alla sicurezza. Una migliore gestione del personale e un’automatizzazione di specifiche funzioni possono portare ad una maggiore efficienza e razionalizzazione di risorse e, quindi, ad una migliore gestione dei costi.

Funzioni della videosorveglianza

I principali compiti svolti da un sistema di videosorveglianza sono essenzialmente due. In primo luogo, vi è la funzione di deterrenza, ossia la capacità di scoraggiare e prevenire un atto illegale. Le videocamere diventano dei veri e propri guardiani, e la loro presenza, essendo appositamente segnalata come previsto dalla legge, costituisce di per sé uno strumento efficace per prevenire infrazioni o crimini. Le amministrazioni pubbliche locali spesso ricorrono all’utilizzo di questi sistemi proprio con questo scopo, in modo da migliorare la sicurezza urbana. Alcune ricerche hanno dimostrato come la funzione deterrente di un sistema di videosorveglianza risulti estremamente utile nel prevenire reati tipo furti o rapine, soprattutto furti di autoveicoli.

Vi è, però, un’altra funzione svolta dalla videosorveglianza altrettanto importante. Questa funzione è legata alla possibilità, grazie alle telecamere, di individuare l’autore di un determinato atto criminale. Parliamo della cosiddetta funzione di detection, che riguarda soprattutto le politiche nazionali di sicurezza. La telecamera, in questo caso, non agisce più da custode, ma svolge il ruolo di testimone, la cui attendibilità è indubitabile e inattaccabile. È dimostrato come la funzione di detection sia molto più efficace quando il reato avviene in luoghi chiusi e delimitati, ad esempio in una banca o in un impianto sportivo.

In generale, l’utilizzo di telecamere si dimostra particolarmente efficace quando avviene in luoghi circoscritti, con accessi limitati e ben definiti, dove le vie di fughe siano ben delineate.

Amministrazione pubblica

Nel caso in cui l’amministrazione pubblica si serva di un sistema di videosorveglianza, nella sua realizzazione deve seguire linee guida ben definite ed inserire il progetto di videosorveglianza all’interno di una strategia più articolata. L’amministrazione deve prevedere un’analisi attenta delle finalità a cui il sistema è destinato, e le condizioni di operatività dello stesso. Per questo, sarà necessario stabilire e concordare obiettivi specifici che s’intende raggiungere.

Inoltre, bisogna chiarire se è necessario un controllo delle immagini in tempo reale, con monitor e personale addetto, oppure se le immagini dovranno essere visionate in un secondo momento. È necessario stabilire, poi, se la funzione è di mera deterrenza o se prevede o meno un intervento immediato da parte di personale.

Queste scelte andranno, infatti, a influenzare l’efficacia, la natura e il numero degli strumenti impiegati nella videosorveglianza: telecamere IP, videoregistratori DVR, monitor, altre apparecchiature accessorie, scelti in base alla natura dell’area da sorvegliare. Da tali scelte, infine, dipenderanno anche il costo dell’impianto: l’amministrazione pubblica dovrebbe compiere delle scelte al fine di garantire il miglior risultato con il minor costo possibile.

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