il blog dedicato ai sistemi di videosorveglianza e antifurto

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Contatti magnetici e/o videosorveglianza

Buon pomeriggio,

mi chiamo Sandro e ti premetto subito che non sono molto esperto in materia di impianti di sicurezza o di sistemi di allarme, ma penso che difendere le finestre presenti in casa con la sola protezione magnetica, quindi con l’installazione dei contatti magnetici d’apertura, non garantisca la sicurezza dei serramenti in modo completo, poiché mi viene da pensare che ad un eventuale ladro basterebbe frantumare il vetro e passare tramite la finestra per eludere il sistema, o mi sbaglio? Se la mia analisi è corretta, secondo te potrebbero risultare più affidabili i “sistemi a vibrazione”? ne ho sentito parlare e credo siano dei prodotti interessanti. L’altro quesito riguarda la videosorveglianza: secondo il tuo parere, una telecamera con sirena e sensore di movimento su una finestra chiusa, può essere una soluzione valida e soprattutto utile? Grazie infinite per l’attenzione e per la consulenza che vorrai darmi, attendo i tuoi consigli!

Un saluto

Sandro da Verona

Buon pomeriggio Sandro,

inizio subito col dirti che hai perfettamente ragione riguardo le tue perplessità sui contatti magnetici, poiché è vero che non sono capaci di rilevare la rottura di un vetro, ma si attivano soltanto nel caso in cui si verifica l’apertura indesiderata, e quindi la violazione dell’infisso (si compongono di due parti, una da applicare sulla parte dell’apertura che resta fissa, l’altra sulla parte mobile. In questo modo, quando le due parti vengono allontanate, inviano un segnale alla centralina che fa scattare l’allarme); detto ciò, devi comunque prendere in considerazione il fatto che rompere il vetro di una finestra provoca non poco frastuono, oltre a far perdere molto tempo al ladro rischiando di essere sorpreso subito.

Come mi capita spesso di ricordare ai miei lettori e colleghi, l’installazione di sensori perimetrali può essere sicuramente utile, ma non basta per avere una protezione completa, in quanto tale scelta dovrebbe sempre essere abbinata alla dotazione di sensori volumetrici da collocare all’interno della casa, così da evitare brutte sorprese. Inoltre, nel tuo caso specifico può risultare molto utile e pratico installare dei sensori di vibrazione, in grado di rilevare eventuali rotture dei vetri (si tratta di sistemi usati in particolar modo all’interno dei negozi e delle attività commerciali a protezione delle vetrine).

Per quanto riguarda tua la domanda sulla videosorveglianza, ovviamente rappresenta in tutti i casi un eccellente sistema di sicurezza, ma è comunque un qualcosa in più che è sempre meglio abbinare ad un tradizionale impianto di antifurto. Per ciò che concerne un utilizzo domestico, io consiglio sempre le telecamere di videosorveglianza dotate di funzione “motion detection”, le quali si attivano soltanto nel momento in cui nel raggio di inquadratura del dispositivo avviene un cambiamento improvviso. Questa tipologia di prodotto è senza dubbio molto più economica rispetto ai tradizionali sistemi a raggi infrarossi, utilizzati nella maggior parte dei casi nell’ambito della sorveglianza industriale.

Spero di aver risposto alle tue domande in modo chiaro ed esaustivo, ovviamente per altre domande, curiosità o aggiornamenti sulla tua situazione mi trovi qui pronto a risponderti ancora! Un saluto

Videosorveglianza e privacy

Buongiorno,

mi chiamo Fiorenzo e ti scrivo perché nel mio condominio si sta pensando di installare all’ingresso alcune telecamere di videosorveglianza per essere più sicuri in caso di intrusioni e furti. L’amministratore del condominio ci ha tenuto ad evidenziare che, trattandosi di una materia che si discosta dalle normali spese condominiali, è sufficiente che anche un unico condomino sia contrario per bloccare l’installazione. È vero oppure no?

Ti ringrazio

Fiorenzo

Buongiorno Fiorenzo,

Devo dire che si tratta di una materia ancora molto complicata, al di là di ciò posso comunque spiegarti la mia analisi in merito: credo che questo sia uno di quei casi in cui risulti necessaria l’unanimità da parte dell’assemblea condominiale. Nel caso tale unanimità ci sia e il sistema di videosorveglianza venga installato, è assolutamente necessario applicare all’ingresso dei cartelli che segnalino la presenza delle telecamere, come riportato dal garante della Privacy. Inoltre, consiglio di dotarsi di un sistema di registrazione che, per la tutela della privacy dei condomini, esegua registrazioni in digitale che si sovrascrivono o si cancellano in modo automatico in base ai termini di scadenza previsti dalla legge.

Detto ciò, ti illustro come avviene questo tipo di installazione: nelle zone comuni dei condomini, soprattutto nei punti topici come il portone d’ingresso e i corridoi d’accesso, vengono montate le telecamere connesse via cavo schermato o tramite linea LAN (se digitali) ad un altro ambiente, ad esempio una stanza comune, in cui vengono posizionati gli altri apparecchi che compongono l’impianto. In questo contesto avremo il DVR, ovvero il videoregistratore Digital Video Recorder, che serve a connettere le telecamere e a registrare i video. La registrazione può avvenire di continuo o solo quando il software dell’apparecchio rileva la presenza di corpi in movimento.

Il DVR, di solito, è dotato di modem per la connessione alla rete internet, che consente di vedere le riprese anche da remoto; infine il monitor completa la dotazione base dell’impianto per la videosorveglianza in condominio. Molto utile, nell’ambito dei sistemi di videosorveglianza condominiale, è la presenza di telecamere connesse al DVR tramite Wi-Fi, in quanto tale tecnologia consente di evitare le connessioni fisiche, quindi i lavori di muratura per realizzare le tracce per il passaggio e la messa in posa dei cavi.

Nella fase di disposizione delle telecamere in condominio, bisogna assicurarsi che le immagini vengano registrate in tempo reale e conservate solo per alcune ore, massimo per 24 (il tempo di conservazione dei video deve essere predisposto e regolamentato in rapporto all’indispensabilità e agli obiettivi da perseguire). I cittadini che frequentano il condominio, come specificato sopra devono essere avvisati della presenza delle telecamere di videosorveglianza e delle riprese in atto attraverso l’esposizione di cartelli ben visibili. In tutto ciò, ovviamente, sono da considerare del tutto illegali ed illegittime le telecamere installate in ambienti non soggetti a reali rischi e quindi alla necessità di videosorveglianza (ad esempio i bagni). Al contrario, sono permesse le riprese limitate alle aree di esclusiva competenza condominiale, senza però irrompere in altri luoghi. Spero di esserti stato di aiuto, tienimi aggiornato sul tuo condominio! Un saluto

Novità 2018: nebbiogeno domestico e telecamere IP 100% wireless

Nell’ambito dei sistemi di antifurto, esistono due obiettivi principali da tenere ben presente per proteggere in maniera efficacie le abitazioni: non permettere ai ladri di entrare e, se entrano, non devono avere la possibilità di fare niente. Per quanto riguarda la prima finalità (ovvero che i ladri non devono entrare), la protezione da mettere in atto è a strati. Per esempio, se si possiede una zona esterna, come un cortile, bisogna difenderla tramite l’installazione di sensori da esterno. Poi bisogna proteggere il perimetro, ossia le finestre e le porte dalla parte esterna, e come ultima risorsa bisogna proteggere l’ambiente interno montando dei sensori in grado di captare il movimento. Chi abita in un condominio o in un appartamento, potrà concentrarsi soltanto sulle porte e sulle finestre esterne e, ovviamente, sull’ambiente interno. Nel caso in cui i ladri dovessero riuscire ad entrare, esistono due prodotti molto innovativi da prendere in considerazione: il nebbiogeno domestico economico e le telecamere IP 100% senza fili. Vediamo di seguito le caratteristiche di ognuno:

1) Nebbiogeno domestico economico: tale dispositivo effonde velocemente nell’ambiente circostante un fumo molto denso che impedisce all’intruso di vedere, portandolo il più delle volte a scappare. L’unica criticità nell’impiego del nebbiogeno, fino ad ora ha riguardato il prezzo decisamente alto, e quindi inaccessibile ai più; per questo è stato utilizzato soltanto in ambito industriale e commerciale. Ma il nebbiogeno è molto utile anche in ambiente domestico, sia quando si è in casa che fuori! Infatti, se l’impianto d’allarme rileva una intrusione o il proprietario stesso te ne avvede (magari quando di notte dorme nella tua stanza da letto), il nebbiogeno parte e rende l’area del tutto impenetrabile, ed il ladro è indotto a scappare. Tale prodotto economico è presente e visitabile sul sito CasaSicura.

2) Telecamera IP 100% wireless a batteria: avere la possibilità di vedere tutto quello che avviene all’interno della propria abitazione è a dir poco importante, specialmente se si verifica un’anomalia o un evento allarmante. Molto spesso, però, gli utenti sono costretti a collocare le telecamere di videosorveglianza non proprio in posti comodi e nei punti desiderati, poiché tali dispositivi devono essere alimentati dalla corrente elettrica. Anche se vengono indicare con il termine wireless (senza fili), in realtà le tradizionali telecamere IP vanno comunque alimentate, e se per qualche motivo va via la corrente, si spengono, smettendo di operare (le normali telecamere IP normali non sono dotate di batteria tampone). Pertanto, l’importanza di avere una telecamera IP 100 % senza fili risulta chiara e palese per chiunque; inoltre si può posizionare dove si desidera in quanto non necessita di corrente! In più, per la stessa motivazione, se dovesse andare via la corrente, non smette di funzionare garantendo sicurezza ed efficienza. È risaputo che di solito, la prima cosa che fanno i ladri in procinto di introdursi in una casa e tentare un furto, è staccare il contatore della corrente elettrica. Le centraline d’allarme da tempo vengono dotate di batteria tampone, ma finora le telecamere IP no, per questo si tratta di una importante rivoluzione nel settore della sicurezza.

Videosorveglianza: Lux e luminosità

Buon pomeriggio

mi chiamo Franco e scrivo per chiederti di aiutarmi a comprendere a quale luminosità corrispondo i lux.. Non molto tempo fa ho acquistato una telecamera di videosorveglianza per proteggere la mia abitazione; si tratta di una telecamera con valore lux, e mi piacerebbe capire meglio le sue funzioni e caratteristiche per poterla impiegare al meglio. Spero tu possa chiarirmi le idee al riguardo. Grazie mille per l’attenzione che vorrai dedicarmi, aspetto un tuo parere in merito!

Un saluto

Franco da Campobasso

Buon pomeriggio Franco,

argomento interessante! parto subito dicendoti che il valore Lux di una telecamera è relativo, specialmente nelle telecamere che utilizzano i led infrarossi per illuminare in assenza di luce o durante le ore notturne. Detto ciò c’è anche da aggiungere che i Lux dipendono dai sensori CCD inseriti nella telecamera (questi dispositivi catturano l’energia che incide sui pixel, presentando quindi determinate proprietà di fotosensibilità). Per definizione il Lux è una unità di misura relativa alla luce visibile; la luminosità si misura in Lux da 0 a 50 000; 0 coincide con l’oscurità completa e 50 000 al grado massimo di luminosità che si può raggiungere.

Per quanto riguarda le applicazioni nel settore della videosorveglianza, il valore presente nelle funzionalità di una telecamera corrisponde alla dicitura “a partire da”. Devo premetterti che il valore dato al lux non è lo stesso per tutti i costruttori, per questo non può essere considerato standard. A tal proposito, non c’è modo di confrontare due telecamere di marchi diversi se non effettuando una prova tangibile e concreta delle capacità. Soltanto in Giappone il lux è standard nazionale, mentre per dirti in America ciascun costruttore lo definisce in modo autonomo.

Detto ciò, possiamo definire il lux come la quantità di luce presente in uno specifico ambiente prendendo come riferimento il numero di candele utili per illuminare lo stesso ambiente quando è totalmente buio. Ti faccio un paio di esempi: a mezzogiorno di una giornata limpida siamo intorno ai 10.000 LUX; per quanto riguarda l’illuminazione media di un luogo interno siamo introno ai 500 / 1.000 LUX. In pratica la sensibilità delle telecamere viene misurata in quanti lux servono per illuminare l’oggetto ripreso ed acquisire un’immagine chiara ed accettabile. Dopo queste definizioni ti propongo una lista sui principali parametri utili per orientarsi nel mondo dei Lux:

50000 Lux – luce del sole diretta; 20000/10000 Lux – luce del giorno non diretta con cielo limpido; 5000/1000 Lux – luce del giorno con cielo nuvoloso; 500/200 Lux – ambiente interno di giorno; 300 Lux – luminosità di grado minimo per una lettura agevole; 100/50 Lux – luce di un corridoio; 15 Lux – illuminazione pubblica su una via principale; 10 Lux – inizio di un tramonto; 5 Lux – illuminazione pubblica su una via secondaria; 1 Lux – fine di un tramonto; 0,3 Lux – piena notte con luna piena.

Sfortunatamente, come specificato prima, non si tratta di misure standard, pertanto ciascun costruttore può scegliere quando un’immagine sia “accettabile” oppure no. La soluzione a questo aspetto? Prova il prodotto e valuta tu stesso! Spero di essere stato chiaro ed esaustivo nelle mie spiegazioni, per qualunque altro chiarimento o dubbio non esitare a scrivermi ancora! Un saluto

Videosorveglianza IP

La videosorveglianza si può suddividere in due grandi categorie, ovvero in quella analogica e nella versione più recente basata sull’IP (Internet Protocol). Oggigiorno il sistema IP è senza dubbio il più consigliato ed apprezzato, ed anche se una telecamera IP ha un costo più alto rispetto ad un modello analogico, essa garantisce una nitidezza ed una risoluzione maggiore delle immagini. Inoltre i sistemi IP, flessibili e disponibili a prezzi differenti per poter accontentare tutti gli utenti, sono interfacciabili con i principali impianti d’allarme, sono consultabili sia tramite internet che con Smartphone e consentono la visione sia giorno che di notte. I sistemi di videosorveglianza IP raccolgono tutti quegli impianti che permettono ai proprietari di controllare un ambiente e registrare le riprese sui videoregistratori digitali DVR (Digital Video Recorder), su rete LAN o su rete internet.

Per conseguire un sistema di questo tipo risultano essenziali un set di telecamere, un software, una connessione ad internet tramite router ed un pc. La videosorveglianza IP garantisce diversi vantaggi rispetto a quella analogica, poiché le telecamere IP sono molto più duttili e versatili: le stesse, infatti, si possono montare e smontare con rapidità e facilità per via dell’assenza di cavi, ed assicurano anche un più alto grado di risoluzione. Dare vita ad un sistema di videosorveglianza IP vuol dire creare un impianto molto flessibile grazie all’impiego di un solo cavo diversamente dai sistemi analogici, dove i fili necessari sono tanti a partire da quello per l’alimentazione fino al cavo per la trasmissione dati (ovviamente si capisce bene come un eventuale trasloco o spostamento delle apparecchiature potrebbe risultare assai difficile se non impossibile da concretizzare).

Le telecamere IP vengono proposte in commercio o nella versione wireless o in quella POE (Power Over Ethernet): entrambe le modalità risultano affidabili ed innovative; di solito quando si tratta di una rete wireless (sistema via radio, senza fili), le telecamere, l’alimentazione elettrica, i video e la connessione alla rete internet viaggiano senza l’ausilio di nessun cavo. Per far sì che ciò funzioni regolarmente senza problemi, è necessario che il sistema venga installato da operatori esperti nel settore, che ne sappiano ridurre al minimo le eventuali interferenze e criticità. Le telecamere POE, invece, si servono di un unico cavo ethernet per poter effettuare la connessione alla rete internet.

I tanti vantaggi dei sistemi di videosorveglianza IP non finiscono con quanto scritto fin qui: ad esempio le telecamere IP, poiché caratterizzate dall’essere modulari, rendono al proprietario la possibilità di ampliare il sistema anche in un secondo momento. In più garantiscono il controllo a distanza dei video e delle immagini, nonché il beneficio di poter gestire il tutto tramite internet, agevolando di molto chi è spesso fuori città per motivi personali o lavorativi. Per concludere, è importante rimarcare che quando ci si appresta ad acquistare ed installare un sistema di videosorveglianza IP, dopo accurati sopralluoghi valutazioni riguardo le proprie specifiche necessità di sicurezza, la consulenza di un tecnico qualificato nel settore dell’installazione degli impianti risulta indispensabile per fare la scelta giusta.

Telecamere IP

Le telecamere di videosorveglianza sono da annoverare tra gli apparecchi più impiegati per proteggere non solo le abitazioni, ma anche i parcheggi, le stazioni di rifornimento, gli aeroporti, le attività commerciali ecc. A rendere questi dispositivi sempre più necessari in termini di sicurezza, concorre anche il progresso della tecnica che negli ultimi anni ha investito il settore, con ottimi risultati in qualsiasi condizione atmosferica e di luminosità. Tra i modelli di telecamere che si sono imposti di più sul mercato, vi sono le telecamere IP (Internet Protocol): questi strumenti sono semplici da utilizzare e si possono installare sia in ambienti interni che esterni. Fra i vantaggi nell’uso della tecnologia IP, vi è il fatto che le immagini si possono visionare in diretta sfruttando una connessione a internet, e che si può controllare l’area designata anche da remoto tramite Smartphone, pc o Tablet (nel caso in cui non vi sia un collegamento a Internet con ADSL, si può realizzare con un router).

Le telecamere IP di ultima generazione sono dotate di funzione “Day and night”, che consente loro di filmare anche di notte in totale assenza di luminosità. Questa funzione le rende molto utili per la sicurezza di parchi, giardini o di altri luoghi in cui la luce è bassa o manca del tutto. Inoltre, la nitidezza delle immagini permette di monitorare aree specifiche come i parcheggi o le stazioni di rifornimento di benzina: le telecamere IP, infatti, sono in grado di identificare con precisione sia il viso di una persona che il numero di targa e il modello di un’automobile. In più le telecamere IP permettono un notevole risparmio di tempo, poiché grazie alla tecnologia che sfruttano è possibile monitorare più zone da un’unica sede centrale. Tra i modelli IP più innovativi, si possono trovare telecamere capaci di muoversi e di garantire un’ampia panoramica con una visuale di 360 gradi. Altro vantaggio è dato dal fatto che i video si possono visionare nell’immediato, continuando senza interruzioni a videosorvegliare l’intero ambiente.

Altri modelli, inoltre, sono in grado di trasmettere dei messaggi al proprietario in caso di tentate violazioni o effrazioni compiute tramite allarmi, e-mail o sms, i quali vengono inviati al numero di telefono memorizzato precedentemente, in fase di configurazione del sistema. Importante anche la funzione zoom, grazie alla quale ci si può avvicinare all’inquadratura ottenendo delle immagini molto precise e ricche di particolari. Prima di effettuare l’acquisto di una o più telecamere IP, è importante valutare attentamente le caratteristiche dell’ambiente da controllare e di conseguenza le funzioni dei vari modelli; ad esempio, se un apparecchio IP va installato in ambito domestico, è preferibile optare per una telecamera dotata di una qualità video non professionale. Le telecamere IP da ambiente esterno, invece, devono essere resistenti agli agenti atmosferici, per questo hanno un rivestimento protettivo a tenuta stagna e sono pensate per resistere anche ai tentativi di manomissione. Molto apprezzate le telecamere IP con IR, i raggi infrarossi per la visione in notturna: si tratta di piccoli led che con il calare della notte di attivano progressivamente, consentendo di visualizzare immagini chiare anche con oscurità totale.

Videosorveglianza: tipologie di compressione video

Nel momento in cui si procede alla scelta di una telecamera per realizzare l’impianto di videosorveglianza, bisogna prendere in considerazione diverse caratteristiche e parametri da valutare in base alle proprie specifiche esigenze di sicurezza. Tra i vari requisiti da valutare prima dell’acquisto, un posto di rilievo spetta sicuramente al formato di compressione video, poiché va ad incidere non soltanto sulla scelta della telecamera stessa ma anche su quella del videoregistratore; si tratta della maniera in cui i video vengono compressi, ovvero ridotti, per poter essere archiviati e conservati occupando il minor spazio possibile. Vediamo ora una breve lista costituita dalle tre tipologie di compressioni video attualmente in uso, tenendo sempre a mente che le telecamere di videosorveglianza trasmettono i segnali video in un modo specifico e che i registratori hanno lo scopo di comprimerli ed archiviarli per poterli successivamente trasmettere sul monitor per la visualizzazione diretta da parte dell’utilizzatore.

Formato H.264

Si tratta del più recente ed innovativo formato di compressione attualmente in commercio: conosciuto anche come MPEG-4 Parte 10/AVC, ha un grande vantaggio rispetto alle altre tipologie di compressione video in uso, ovvero la capacità di ridurre la dimensione di un file video digitale di oltre il 50% rispetto al formato MPEG-4, e di oltre l’80% rispetto al formato Motion JPEG, il più obsoleto fra i tre. Parliamo di un risparmio molto notevole di spazio per i video digitali ad elevata risoluzione; questo tipo di standard si sta diffondendo giorno dopo giorno e di pari passo e con la proliferazione delle videocamere di rete megapixel, ed è destinato senza ombra dubbio a sorpassare e sostituire gli altri formati.

Formato MPEG-4

Questo formato consente anch’esso la diffusione di filmati video di ottima qualità senza limiti in fatto di velocità della trasmissione e con una larghezza di banda virtualmente illimitata, l’unico limite è nella capacità di compressione video, che come specificato prima è molto minore rispetto a quella del formato H.264 (per questo destinato a prevalere sugli altri). Nel campo della videosorveglianza, questo tipo di standard viene utilizzato soprattutto per modelli ad alta definizione ma non di ultima generazione, in quanto quelli più innovativi, soprattutto se si tratta di telecamere di rete megapixel, usano il nuovo formato.

Formato MOTION JPEG

Tale formato è il più arretrato, ma da canto suo ha il vantaggio di non presupporre l’acquisto, da parte dell’utente, di nessuna licenza per poterlo usare: ciò vuol dire che le case produttrici di apparecchiature con questo tipo di standard hanno la possibilità di proporre prezzi meno alti e quindi più competitivi al pubblico. Il formato Motion JPEG ha il pregio di essere resistente e stabile, per questo se ad esempio si dovesse perdere un fotogramma, il resto del video non verrebbe comunque compromesso in nessun modo. Tra i difetti, invece, il fatto di non comprimere i video e di occupare tantissimo spazio, anche se si può ridurre la velocità di trasmissione e lo spazio occupato riducendo la grandezza delle immagini (perdendo però al contempo anche in termini di qualità delle stesse).

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