Videosorveglianza: tipologie di compressione video 3.70/5 (74.00%) 2 voti

Nel momento in cui si procede alla scelta di una telecamera per realizzare l’impianto di videosorveglianza, bisogna prendere in considerazione diverse caratteristiche e parametri da valutare in base alle proprie specifiche esigenze di sicurezza. Tra i vari requisiti da valutare prima dell’acquisto, un posto di rilievo spetta sicuramente al formato di compressione video, poiché va ad incidere non soltanto sulla scelta della telecamera stessa ma anche su quella del videoregistratore; si tratta della maniera in cui i video vengono compressi, ovvero ridotti, per poter essere archiviati e conservati occupando il minor spazio possibile. Vediamo ora una breve lista costituita dalle tre tipologie di compressioni video attualmente in uso, tenendo sempre a mente che le telecamere di videosorveglianza trasmettono i segnali video in un modo specifico e che i registratori hanno lo scopo di comprimerli ed archiviarli per poterli successivamente trasmettere sul monitor per la visualizzazione diretta da parte dell’utilizzatore.

Formato H.264

Si tratta del più recente ed innovativo formato di compressione attualmente in commercio: conosciuto anche come MPEG-4 Parte 10/AVC, ha un grande vantaggio rispetto alle altre tipologie di compressione video in uso, ovvero la capacità di ridurre la dimensione di un file video digitale di oltre il 50% rispetto al formato MPEG-4, e di oltre l’80% rispetto al formato Motion JPEG, il più obsoleto fra i tre. Parliamo di un risparmio molto notevole di spazio per i video digitali ad elevata risoluzione; questo tipo di standard si sta diffondendo giorno dopo giorno e di pari passo e con la proliferazione delle videocamere di rete megapixel, ed è destinato senza ombra dubbio a sorpassare e sostituire gli altri formati.

Formato MPEG-4

Questo formato consente anch’esso la diffusione di filmati video di ottima qualità senza limiti in fatto di velocità della trasmissione e con una larghezza di banda virtualmente illimitata, l’unico limite è nella capacità di compressione video, che come specificato prima è molto minore rispetto a quella del formato H.264 (per questo destinato a prevalere sugli altri). Nel campo della videosorveglianza, questo tipo di standard viene utilizzato soprattutto per modelli ad alta definizione ma non di ultima generazione, in quanto quelli più innovativi, soprattutto se si tratta di telecamere di rete megapixel, usano il nuovo formato.

Formato MOTION JPEG

Tale formato è il più arretrato, ma da canto suo ha il vantaggio di non presupporre l’acquisto, da parte dell’utente, di nessuna licenza per poterlo usare: ciò vuol dire che le case produttrici di apparecchiature con questo tipo di standard hanno la possibilità di proporre prezzi meno alti e quindi più competitivi al pubblico. Il formato Motion JPEG ha il pregio di essere resistente e stabile, per questo se ad esempio si dovesse perdere un fotogramma, il resto del video non verrebbe comunque compromesso in nessun modo. Tra i difetti, invece, il fatto di non comprimere i video e di occupare tantissimo spazio, anche se si può ridurre la velocità di trasmissione e lo spazio occupato riducendo la grandezza delle immagini (perdendo però al contempo anche in termini di qualità delle stesse).