Videosorveglianza: nuove regole sulla Privacy 4.40/5 (88.00%) 6 voti

Informativa privacy: le persone che percorrono le aree sorvegliate devono essere informate tramite dei cartelli che indicano la presenza di telecamere; devono essere ben visibili anche quando l’impianto di videosorveglianza è attivo nelle ore notturne. Quando gli impianti installati da soggetti privati o pubblici (negozi, banche, ditte e così via) sono collegati alle forze dell’ordine, occorre applicare un determinato cartello sulla base del modello predisposto dal Garante della privacy. Le videocamere istallate per scopi di tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico, non devono essere necessariamente segnalate, tuttavia il Garante della privacy auspica comunque l’uso di cartelli informativi per i cittadini.

Conservazione: le immagini si possono conservare per un tempo limitato e sino a un tetto massimo di 24 ore, fatta eccezione per ulteriori esigenze specifiche di conservazione relativa, ad esempio, alle attività investigative delle forze dell’ordine. Per ambienti particolarmente rischiosi (ad esempio le banche) è consentito un periodo più ampio delle 24 ore, che in ogni caso non può andare oltre i sette giorni. Altre eventuali necessità di prolungamento vanno sottoposte al Garante della privacy.

Sicurezza urbana: le amministrazioni comunali che installano le telecamere devono apporre dei cartelli segnalanti la loro presenza, salvo che la videosorveglianza sia specificatamente riconducibile alla tutela della sicurezza pubblica, prevenzione e/o repressione dei reati (i dati registrati si possono conservate massimo per una settimana).

Sistemi integrati: per quanto riguarda i sistemi che collegano le telecamere fra soggetti differenti pubblici o privati, o che permettono la fornitura di servizi da remoto da parte di società come gli istituti di vigilanza attraverso il collegamento telematico a un solo centro, sono necessarie delle peculiari misure di sicurezza (per esempio contro l’accesso abusivo alle immagini registrate).

Sistemi intelligenti: si tratta di sistemi di software che consentono l’associazione di dati biometrici (riconoscimento facciale), o capaci di riprendere e registrare in automatico atteggiamenti o situazioni anomale (Motion Detection); in tale contesto è obbligatorio il controllo preliminare del Garante della privacy.

Violazioni codice della strada: si rendono necessari i cartelli che segnalano la presenza di dispositivi elettronici volti a rilevare le infrazioni. Le videocamere possono riprendere soltanto la targa del mezzo (dunque non i conducenti, i passeggeri ecc.).

Deposito rifiuti: riguarda l’uso di telecamere per tenere sotto controllo le discariche contenenti materiali pericolose e le eco piazzole, volte al monitoraggio del loro utilizzo, dei tipi di rifiuti scaricati e degli orari di deposito.

Ambienti di lavoro: si possono installare le telecamere soltanto nel rispetto della normativa in sul lavoro. Non è permesso il controllo a distanza dei dipendenti, sia dentro le strutture che in ambienti in cui avviene la prestazione lavorativa (ad esempio cantieri o mezzi).

Ospedali e luoghi di cura: vietata la diffusione di filmati di cittadini malati tramite monitor quando questi si trovano in locali aperti al pubblico. È consentito, in casi urgenti, il monitoraggio dei ricoverati in specifici reparti (per esempio rianimazione), ma l’accesso alle registrazioni è consentito unicamente allo staff sanitario autorizzato e ai familiari dei pazienti.

Istituti scolastici: permessa la videosorveglianza contro gli atti vandalici, con riprese limitate alle zone interessate e unicamente nell’ora di chiusura.

Trasporto pubblico: ammessa l’installazione su fermate e mezzi di trasporto pubblico rispettando limiti specifici (angolo visuale ristretto, ripresa senza zoom).

Web cam scopo turistico: le riprese devono essere effettuate con sistemi che non rendano identificabili gli utenti.

Soggetti privati: per la salvaguardia di cittadini e proprietà contro aggressioni, furti, rapine, vandalismo ecc., è possibile installare le telecamere senza consenso delle persone riprese, ma sempre e comunque sulla base delle disposizioni del Garante della privacy.